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Covid-19, in Emilia Romagna la Confartigianato e la CNA ottengono dalla Regione il sostegno per riaprire parrucchieri ed estetisti

30 Apr 2020 | Coronavirus

Le Associazioni hanno messo a punto un sistema di regole che potranno consentire a Governo e Regioni di dare il via libera al comparto della cura alla persona duramente provato dalla chiusura prolungata.

BOLOGNA, 30 aprile 2020. CNA Emilia Romagna e Confartigianato Emilia-Romagna in campo per difendere il settore della cura della persona, costretto a un ulteriore mese di chiusura.

Il mondo dell’artigianato e della piccola e media impresa, sin dalle prime fasi della pandemia, ha compreso e condiviso le priorità dettate dall’emergenza sanitaria, rispondendo con spirito di servizio e con grande sacrificio alle decisioni prese dal Governo e dalla Regione Emilia-Romagna per contenere l’emergenza.

Con lo stesso spirito, i vertici delle due Associazioni questa mattina hanno incontrato in videoconferenza l’Assessore regionale allo sviluppo economico e green economy, lavoro, formazione Vincenzo Colla a cui hanno consegnato le linee guida al protocollo sicurezza per il settore benessere, un vero e proprio “manuale” per la ripartenza del settore, un testo che si prefigge l’obiettivo definire le regole necessarie per anticipare l’apertura di acconciatori e centri estetici.

Regole che garantiscono la massima sicurezza di clienti e lavoratori che da oggi sono sul tavolo della Regione impegnandola a farsene portavoce con il Governo per scongiurare la morte di migliaia di imprese, con conseguenze occupazionali ed economiche drammatiche, che non possono reggere un ulteriore mese di inattività.

Il “peso” del comparto benessere. Un settore che, con 135mila imprese e oltre 260mila addetti in Italia, partecipa in maniera determinante all’economia del Paese, oltre a essere essenziale per garantire il benessere, la cura della persona, e quindi la dignità della popolazione. Il comparto conta, in Emilia Romagna, 12 mila imprese (di cui quasi il 90% artigiane) che danno lavoro a oltre 23 mila addetti.

Dario Costantini

Dario Costantini, presidente Cna Emilia Romagna

Per Dario Costantini, presidente CNA Emilia-Romagna “Riaprire a giugno, con tre mesi di totale fermo, equivale a chiudere definitivamente per queste imprese. Le imprese dell’acconciatura e dell’estetica sono pronte a seguire le regole e rispettare le più rigorose norme igienico-sanitarie: il Governo e la Regione hanno da oggi, grazie alla nostra proposta, gli strumenti per consentire loro di riaprire al più presto. Le imprese sono ormai allo stremo delle forze e le loro condizioni finanziarie sono così gravi da destare preoccupazioni anche sul fronte della tenuta sociale. Con la consegna delle linee guida al protocollo sicurezza per il settore benessere abbiamo dimostrato che i nostri imprenditori del settore sono pronti a riaprire anticipando la data ipotizzata del primo giugno. Siamo soddisfatti che l’Assessore Colla abbia compreso la nostra volontà e accolto le nostre istanze nell’ottica della formulazione di un protocollo nazionale. Abbiamo ancora sulla pelle i segni pesanti della crisi economica iniziata nel 2008 e, oggi, non ci possiamo più permettere di indebolire ulteriormente il nostro tessuto imprenditoriale”.

Marco Granelli, presidente Confartigianato Emilia Romagna

Secondo Marco Granelli, presidente di Confartigianato Emilia-Romagna “Questa iniziativa unitaria delle nostre Associazioni ha portato a un risultato di grande rilievo perché offre a Governo e Regioni un sistema di regole certe e sicure per consentire al comparto della cura alla persona di riprendere a lavorare e scongiurare, per quanto possibile, il rischio di chiusure, con le evidenti e drammatiche conseguenze economiche e sociali. Una riapertura delle attività di cura della persona non solo darebbe di nuovo la possibilità di occupazione, ma avrebbe anche un indubbio riflesso psicologico positivo dopo questo lungo periodo di apprensione e limitazioni. Infine, ma non secondaria, c’è la questione dell’abusivismo che sta toccando tutte le città della regione e che, come noto, è un fenomeno che sottrae slealmente risorse a chi rispetta le regole, oltre ad essere un possibile veicolo di contagio fuori da ogni controllo”.

Sfumata la risposta di Vincenzo Colla, assessore allo Sviluppo Economico della Regione Emilia Romagna, che comunque accoglie il protocollo messo a punto dalle associazioni e condiviso coi sindacati e si è detto disponibile a portarlo sul tavolo nazionale:Abbiamo condiviso il percorso sulla sicurezza per parrucchieri ed estetiste che ci è stato proposti dai vertici regionali di Cna e Confartigianato. È un fatto molto importante che rappresenta il primo passo indispensabile per rimettere in moto un settore oggi profondamente a disagio e che coinvolge in particolare donne lavoratrici. Sono convinto che l’ottimo lavoro messo a punto oggi sarà un valido contributo per l’elaborazione di un protocollo nazionale definitivo che permetterà di svolgere un proficuo dialogo con il Governo, finalizzato alla soluzione della richiesta formalizzata dalle associazioni di rappresentanza imprenditoriali”.

Per il direttore di CNA Emilia Romagna, Fabio Bezzi :”Ci troviamo in una fase delicata: occorre che il Governo si muova con decisione e con scelte forti. Occorre andare verso la definizione di protocolli nazionali per definire regole chiare e uniformi in grado di garantire l’apertura in sicurezza di tutti i principali comparti produttivi. Oggi è fondamentale riaprire le aziende che riescono a garantire l’applicazione delle regole e dei protocolli di sicurezza. Con la consegna delle linee guida al protocollo sicurezza per il settore benessere, oggi abbiamo dimostrato che l’Emilia-Romagna, insieme alle parti sociali, è pronta per ripartire già nel mese di maggio”.

E’ Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Emilia-Romagna, a illustrare i cardini del protocollo alla base della richiesta di riapertura per il comparto della cura alla persona: “Il protocollo che abbiamo presentato congiuntamente è il frutto di un’attenta analisi e di un confronto con gli esperti sanitari e con operatori del settore che ha messo al centro la sicurezza delle persone. Gli imprenditori del benessere sono perfettamente in grado di ripartire adottando queste misure, che si rivelano più stringenti di altri settori. Fra queste misure figurano l’adozione di tutti i presidi di sicurezza individuale, i camici monouso, la sanificazione di ambienti e attrezzature, specificando anche la tipologia delle sostanze da utilizzare, la delimitazione degli spazi. Oltre a questo, vengono fissate regole di gestione precise, come la possibilità di ricevere per appuntamento, il numero di persone consentite in funzione della metratura, delle prassi di distanziamento sociale e della tipologia di trattamento che si va a eseguire”

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